Per decenni la crescita di una famiglia numerosa è sembrata ingestibile – Berta Lamas svela come dieci figli siano meno stressanti di due

Per decenni la crescita di una famiglia numerosa è sembrata ingestibile – Berta Lamas svela come dieci figli siano meno stressanti di due

Avere dieci figli può sembrare una fonte costante di caos e ansia, ma per Berta Lamas la vera prova psicologica è stata gestire i primi due. La donna, diventata una figura di riferimento per centinaia di migliaia di persone raccontando la propria quotidianità, dimostra come la percezione del carico familiare cambi radicalmente con l’esperienza, fino a rendere un nucleo formato da dodici persone più sereno rispetto agli inizi.

La sua esperienza capovolge l’idea comune secondo cui l’aumento dei componenti comporti un moltiplicatore lineare di stress emotivo. La trasformazione avviene nel modo in cui un genitore impara a ridimensionare le preoccupazioni e a impostare una struttura comunitaria solida.

Raggiungere questo equilibrio richiede tuttavia rinunce precise, accordi interni inderogabili e una revisione radicale delle priorità materiali.

Dalla nascita del primo figlio all’equilibrio con dieci

Il percorso genitoriale di Berta è iniziato presto: ha avuto il primo figlio all’età di 23 anni e l’ultimo a 48. Oggi il primogenito ha 35 anni ed è già padre a sua volta, mentre la figlia più piccola ha compiuto dieci anni.

Insieme al marito Eric, l’idea di costruire una famiglia numerosa è nata in modo progressivo, passo dopo passo, senza un piano rigido stabilito a tavolino. Lei è cresciuta con cinque fratelli ed era già abituata a un ambiente domestico movimentato; per Eric si è trattato invece di una realtà inedita, della quale ha presto apprezzato la vitalità e la costante interazione tra fratelli.

Il cambio di prospettiva psicologica tra due e quattro figli

La svolta emotiva di Berta è arrivata ben prima di raggiungere la decima gravidanza, precisamente durante il passaggio dai primi due bambini ai successivi.

Quando avevo solo due figli, mi sentivo molto più sopraffatta di quando ne avevo quattro. Certo, c’è maggior lavoro, ma psicologicamente mi sono sentita meno angustiata.

Questo cambiamento riflette un principio comune nella psicologia della gestione domestica: con i primi figli i genitori tendono a sovraccaricarsi di aspettative e timori di inadeguatezza. Con l’aumentare delle nascite, la mente si adatta e impara a distinguere ciò che è prioritario da ciò che è secondario.

I sacrifici maggiori rimangono concentrati nelle prime fasi di vita di ogni neonato, quando si azzerano il riposo personale e il tempo per la coppia. Con l’arrivo dell’adolescenza, poi, subentra la sfida educativa di gestire caratteri autonomi che mettono costantemente alla prova i confini familiari.

Fase familiare Impatto psicologico e organizzativo
Primi due figli Senso costante di sopraffazione emotiva, ansia di controllo e carico mentale elevato.
Nucleo allargato a dieci figli Maggiore lavoro manuale, ma ridimensionamento delle ansie e gestione collettiva del tempo.

La quotidianità da «CEO di casa»: regole, logistica ed economia domestica

Dopo aver completato gli studi per diventare insegnante, Berta ha deciso di mettere da parte la carriera professionale per coordinare l’attività familiare, definendosi la vera «CEO di casa». Su questa organizzazione impeccabile poggia l’intera routine domestica, seguita regolarmente da oltre mezzo milione di persone sui canali social.

Una delle convinzioni più radicate riguarda la necessità di mantenere un controllo maniacale sull’ordine quando si vive con dieci ragazzi. La realtà quotidiana richiede invece una flessibilità mentale ben precisa per non logorare i rapporti.

Berta applica principi chiari e condivisi da tutti i membri della famiglia:

  • Tolleranza sul disordine: sforzarsi di chiudere un occhio davanti al disordine superficiale per evitare attriti continui e spreco di energie nervose.
  • Rinunce condivise: capita che i ragazzi rinuncino a un’uscita con amici o a un’attività sportiva per supportare i compiti di casa o assistere un fratello.
  • Trasporti differenziati: durante le vacanze gli spostamenti avvengono in modo scaglionato; l’automobile contiene al massimo sette persone, mentre gli altri viaggiano in treno.
  • Consumi essenziali: acquisti ridotti al minimo indispensabile, eliminando il superfluo alimentare e materiale partendo dal presupposto che poco è sufficiente.

Anche sul piano della convivenza emotiva esiste un limite invalicabile per preservare la serenità comune.

Senza il perdono, non si entra.

La regola impone che ogni diverbio tra fratelli debba essere risolto prima di proseguire la giornata, evitando che i rancori si accumulino in uno spazio condiviso.

📌 La gestione di una casa numerosa richiede una profonda capacità di ridefinire le priorità personali e materiali.

💡 Qual è la regola organizzativa che consideri indispensabile nella routine della tua famiglia?

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Mi chiamo Giovanni Sarti e sono un autore italiano appassionato di spettacolo, televisione e cultura pop. Dopo aver studiato Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna, ho iniziato il mio percorso professionale in una piccola redazione locale dell’Emilia-Romagna, dove mi sono occupato di cronaca leggera, eventi, TV e notizie dal mondo dello spettacolo.

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