Perché la carriera di Milo Infante è arrivata a una svolta: il passaggio a Mediaset e il nodo di Ore 14

Perché la carriera di Milo Infante è arrivata a una svolta: il passaggio a Mediaset e il nodo di Ore 14

Il passaggio di Milo Infante dalla Rai a Mediaset segna la conclusione della lunga esperienza alla guida di Ore 14 e l’assunzione del ruolo di condirettore di Videonews. Dopo anni passati al centro del palinsesto informativo del servizio pubblico, il giornalista milanese ha intrapreso una nuova fase professionale al timone di Ore 11 e del programma di prima serata Verità nascoste su Rete 4.

Questo cambiamento rappresenta l’ennesima evoluzione di una carriera costruita sull’approfondimento dei fatti di cronaca nera e giudiziaria. Dietro la sua visibilità sul piccolo schermo si snoda un percorso partito dal giornalismo locale lombardo e sviluppato attraverso la carta stampata, prima di consolidarsi nelle trasmissioni quotidiane della televisione nazionale.

Dalle inchieste sui giovani alla direzione delle emittenti locali

Cresciuto a Milano in viale Monza, Milo Infante respira l’ambiente dell’informazione fin dall’infanzia grazie al padre Massimo Infante, nota firma del giornalismo, autore di saggi e critico d’arte. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere moderne, supera l’esame di Stato da giornalista professionista nel 1996, portando avanti una vocazione che si era già manifestata diversi anni prima.

Il debutto televisivo avviene infatti nel 1988 sull’emittente locale Telenova, dove realizza insieme al regista Riccardo Recchia inchieste dedicate alle bande giovanili metropolitane. Parallelamente scrive per testate prestigiose come il Corriere della Sera, La Notte e Il Giorno. Nel 1993 Vittorio Feltri lo chiama a L’Indipendente affidandogli l’incarico di inviato speciale, a cui seguono collaborazioni con periodici come Epoca e Oggi.

Nel 1997 inizia l’esperienza a Telelombardia, emittente di cui diventa vicedirettore nel 1998 e per la quale crea format di dibattito come Iceberg e Buoni e cattivi. Il passaggio alla direzione giornalistica di Antennatre nel 2001 consolida il suo doppio ruolo di autore e conduttore prima dell’approdo definitivo sulla tv nazionale.

La cifra distintiva del lavoro di Milo Infante risiede nella capacità di presidiare la cronaca sul campo, trasformando l’inchiesta documentata nella struttura portante del dibattito in studio.

Il ventennio in Rai: dal daytime a Ore 14

L’ingresso in Rai risale al 15 settembre 2003, giorno del debutto di L’Italia sul 2 insieme a Monica Leofreddi. Il programma pomeridiano ottiene un forte riscontro di pubblico e apre una lunga serie di conduzioni in coppia, proseguita negli anni con Roberta Lanfranchi, Lorena Bianchetti e con Caterina Balivo nello spazio di Pomeriggio sul 2.

Molti spettatori ritengono erroneamente che Infante sia nato professionalmente come presentatore di contenitori leggeri, ma la sua traiettoria autoriale ha sempre mantenuto al centro l’indagine sociale. Ne sono una dimostrazione i programmi dedicati al disagio giovanile come Senza peccato nel 2014, che ha raggiunto il 6,70% di share in seconda serata, e i successivi Generazioni e Generazione Giovani.

Dal 26 ottobre 2020 il giornalista diventa il punto di riferimento del primo pomeriggio di Rai 2 con Ore 14, format focalizzato sull’attualità e sui casi giudiziari più complessi della cronaca italiana. L’impegno costante su queste tematiche ha portato la trasmissione a una stretta aderenza ai fatti del giorno, estendendosi fino all’edizione speciale serale.

Le vicende giudiziarie e le tensioni professionali

Il rigore con cui segue i casi di cronaca ha visto Infante coinvolto in prima persona nelle vicende giudiziarie legate alle sue inchieste. Nel corso del suo lavoro sul caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, nell’aprile 2022 viene indagato dalla procura di Caltanissetta per l’ipotesi di diffamazione aggravata.

Anche all’interno degli studi televisivi non sono mancati momenti di forte contrasto, come la rottura professionale maturata alla fine del 2025 con la criminologa Roberta Bruzzone, culminata con l’uscita dell’esperta dalla trasmissione e con reciproci annunci di querele. Anni prima, nel luglio 2014, una sentenza del tribunale aveva dato ragione a Infante nella causa contro la stessa Rai, riconoscendo una situazione di demansionamento subita all’interno dell’azienda.

Emittente o testata Ruolo e tappe principali
Telenova e carta stampata Reportage sulle gang giovanili, collaborazioni con Corriere della Sera e L’Indipendente
Telelombardia e Antennatre Vicedirettore a Telelombardia, direttore ad Antennatre e ideatore di talk d’attualità
Rai 2 Conduzione di L’Italia sul 2, inchieste con Senza peccato e daytime con Ore 14
Mediaset Condirettore di Videonews, guida di Ore 11 e prima serata con Verità nascoste

Dalla cronaca alla vita privata: la famiglia e i riconoscimenti

Sul piano personale, Milo Infante è sposato dal 10 giugno 2006 con Sara Venturi, avvocata penalista conosciuta in occasione del concorso di Miss Padania, titolo vinto dalla donna nel 1998. Il matrimonio è stato celebrato a Erbanno, in Val Camonica, nella chiesa parrocchiale di San Rocco, e dalla loro unione il 2 maggio 2008 è nato il figlio Daniele.

Uno dei momenti più dolorosi della sua vita resta la perdita prematura del padre Massimo, scomparso quando il giornalista aveva solo trent’anni. Tra le attestazioni ricevute per la sua attività professionale figurano il premio Ambrogino d’oro, massima benemerenza civica conferita dal Comune di Milano, e l’Oscar per l’Informazione promosso dalla rivista di settore Millecanali.

📌 L’evoluzione del percorso di Infante riflette la continua trasformazione dei format di approfondimento quotidiano, dove la cronaca investigativa si conferma il baricentro dell’offerta televisiva generalista.

🔍 La transizione verso nuovi progetti apre scenari inediti nella fascia mattutina e serale delle reti Mediaset, rimettendo al centro la trattazione diretta degli enigmi giudiziari non risolti.

Segui con attenzione le inchieste di cronaca o preferisci i talk show tradizionali? Racconta la tua opinione nei commenti.

Mi chiamo Giovanni Sarti e sono un autore italiano appassionato di spettacolo, televisione e cultura pop. Dopo aver studiato Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna, ho iniziato il mio percorso professionale in una piccola redazione locale dell’Emilia-Romagna, dove mi sono occupato di cronaca leggera, eventi, TV e notizie dal mondo dello spettacolo.

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