A 72 anni e con una routine costante di cinque sedute settimanali, la rocker senese dimostra che i limiti anagrafici possono essere ridefiniti: la partecipazione di Gianna Nannini all’Ibiza Sprint Triathlon ha messo in luce una preparazione fisica rigorosa, costruita su nuoto, ciclismo e corsa su strada.
L’artista italiana non considera lo sport estremo un semplice passatempo occasionale, ma un vero pilastro della propria routine quotidiana. Questa scelta metodica le permette di mantenere la resistenza necessaria per sostenere lunghe performance dal vivo nei palazzetti di tutto il mondo.
Dietro questa prestazione agonistica c’è un programma calibrato con estrema precisione e una guida tecnica d’eccezione, elementi che hanno trasformato il Gianna Nannini triathlon in una dimostrazione pratica di determinazione e longevità atletica.
La prova di Ibiza: distanze e frazioni della gara sprint
La sfida affrontata sull’isola spagnola ha previsto una sequenza incalzante di sforzi aerobici, tipici della categoria sprint. Nannini si è misurata in tre discipline consecutive senza soluzione di continuità, gestendo le transizioni fisiche e mentali richieste da una gara multidisciplinare.
Il percorso ufficiale ha impegnato l’artista senese su distanze standard ad alta intensità, strutturate in tre fasi distinte:
- Nuoto in acque libere: 750 metri percorsi a bracciate nel tratto marino designato dagli organizzatori.
- Frazione ciclistica: ben 17,5 chilometri su due ruote, caratterizzati da variazioni di ritmo e rilanci tecnici.
- Corsa finale: cinque chilometri podistici per completare il tracciato fino al traguardo.
Per l’interprete toscana non si è trattato di un debutto assoluto in questa disciplina. In precedenza aveva già completato con successo altre due competizioni analoghe a Barcellona, la prima nel 2019 e la seconda nel 2023, consolidando un’esperienza che va avanti da diversi anni.
| Frazione di gara | Distanza prevista |
|---|---|
| Nuoto | 750 metri |
| Ciclismo | 17,5 chilometri |
| Corsa | 5 chilometri |
L’intesa con Alex Schwazer e il metodo di lavoro
La preparazione specifica per affrontare l’impegno sportivo è nata da un incontro diretto avvenuto a Merano tra la cantante e il marciatore Alex Schwazer. L’intesa professionale tra i due atleti si è sviluppata rapidamente sulla base di rispetto reciproco e rigore negli schemi.
Gli ho chiesto se mi avrebbe potuta allenare per la prossima gara di triathlon. E lui mi ha detto sì. Da lì è nato tutto. Una grande professionalità, rara nel mondo dello sport.
Il programma atletico ha richiesto una disciplina quotidiana ferrea. Per evitare rischi inutili e infortuni da impatto durante la fase di preparazione, la musicista ha scelto di svolgere la maggior parte dei chilometri sui pedali esclusivamente al coperto.
Lei è molto molto metodica. Allenarla è molto facile, perché non è l’atleta che devi motivare per fare degli allenamenti specifici. Più che altro devi frenarla.
Il verdetto dei giudici e la gestione degli imprevisti
Nel corso della gara alle Baleari, un’infrazione regolamentare rilevata durante la frazione ciclistica ha portato i commissari di percorso a invalidare il riscontro cronometrico finale. L’episodio tecnico ha interrotto l’omologazione del tempo, ma non ha scalfito la continuità dell’impegno profuso dall’atleta.
Molti tendono a considerare una squalifica tecnica come un fallimento dell’intero percorso sportivo. In realtà, negli sport di resistenza, la capacità di completare le frazioni e gestire la fatica costituisce il vero parametro di tenuta organica e muscolare, a prescindere dal referto finale dei giudici.
Dalla multidisciplina al palco: verso il tour 2027
L’intensa attività fisica rappresenta la base fondamentale su cui la rocker sta impostando la preparazione per i futuri appuntamenti dal vivo. L’obiettivo dichiarato è mantenere un apparato cardiovascolare reattivo per sostenere concerti impegnativi senza cali vocali o energetici.
All’orizzonte c’è il GiannaGold Celebration Tour – Live 2027, una serie di eventi nei palasport ideata per celebrare cinquant’anni di carriera musicale. L’impegno richiesto da queste esibizioni rende l’allenamento uno strumento preventivo essenziale.
Lo faccio per stare bene sul palco, di base. È un impegno quasi meditativo che faccio. Invece che meditazione, faccio triathlon.
💡 La costanza dimostrata negli allenamenti dimostra come la preparazione atletica mirata possa preservare le capacità fisiche a qualsiasi età.
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