Attraversare il mondo senza aerei né mezzi a motore: l’antico metodo del cammino continuo con cui Karl Bushby torna a casa dopo 28 anni

Attraversare il mondo senza aerei né mezzi a motore: l'antico metodo del cammino continuo con cui Karl Bushby torna a casa dopo 28 anni

Spostarsi unicamente contando sulla forza delle proprie gambe, ignorando aerei, treni e automobili: l’ex paracadutista britannico Karl Bushby ha impiegato ventotto anni per dimostrare che il pianeta si può ancora circumnavigare con il metodo più antico dell’umanità, il cammino continuo. Partito nel 1998 dall’estremità meridionale del Cile con un budget irrisorio di circa 280 sterline, l’avventuriero cinquantasettenne ha completato un percorso di circa 58 000 chilometri attraverso 29 Paesi, tornando finalmente nella sua città natale di Hull, nel nord dell’Inghilterra.

L’ambiziosa impresa, battezzata Goliath Expedition, si basava su un principio ferreo: avanzare solo passo dopo passo oppure a nuoto laddove la terraferma si interrompe. Nessun passaggio di favore, nessun veicolo per colmare le distanze e l’obbligo categorico di rimettere piede a casa soltanto una volta conclusa l’intera traiettoria.

Dopo aver attraversato a nuoto il canale della Manica partendo dalla costa francese il 5 ottobre, Bushby ha intrapreso l’ultima frazione verso nord, coprendo circa trenta chilometri al giorno lungo le strade di campagna del North Lincolnshire per evitare il traffico veicolare.

Karl Bushby compie gli ultimi passi verso casa
Karl Bushby compie gli ultimi passi verso casa.

La Goliath Expedition: ventotto anni tra ghiacci, celle e frontiere blindate

Alla partenza da Punta Arenas il 1° novembre 1998, Karl Bushby aveva 29 anni e stimava che l’avventura avrebbe richiesto una dozzina d’anni. I fattori geopolitici, la burocrazia internazionale e le difficoltà ambientali estreme hanno tuttavia più che raddoppiato i tempi previsti.

Lungo i quasi sei decenni di vita e le migliaia di chilometri percorsi, gli ostacoli non sono stati solo geografici. A Panama il camminatore ha trascorso 18 giorni in una cella carceraria, mentre nelle regioni artiche ha fronteggiato la minaccia diretta di un orso polare e il cedimento improvviso della banchisa ghiacciata sotto la propria tenda durante la notte.

Avanzare con le proprie gambe o a nuoto dove finisce la terra, escludendo ogni mezzo di trasporto: la regola imponeva di ripartire sempre dal punto esatto in cui la marcia era stata interrotta.

Nel marzo del 2006, insieme al compagno di spedizione Dimitri Kieffer, Bushby ha compiuto la storica traversata a piedi dello Stretto di Bering congelato. Non appena sbarcato sulla sponda siberiana, è stato immediatamente fermato dalle autorità di polizia per essere entrato in territorio russo senza transitare da un valico di frontiera convenzionale.

Karl Bushby attraversa il Mar Caspio
Karl Bushby attraversa il Mar Caspio a nuoto.

Le tappe principali e i numeri del percorso

La determinazione dell’ex militare ha dovuto superare anche prolungati stalli diplomatici. Quando nel 2013 la Russia gli ha negato l’ingresso con un bando quinquennale, Bushby non ha cercato scorciatoie: ha camminato da Los Angeles fino all’ambasciata russa di Washington per negoziare la revoca del divieto, attendendo poi la riapertura dei confini dopo l’emergenza legata al Covid e le varie crisi internazionali.

Parametro della spedizione Dettaglio registrato
Punto e data di partenza Punta Arenas (Cile), 1° novembre 1998
Distanza totale stimata Circa 58 000 chilometri
Paesi attraversati 29 Stati
Tratti a nuoto documentati Mar Caspio e Canale della Manica
Punto di arrivo definitivo Hull (Inghilterra)

Chi è l’uomo dietro l’impresa: dalle forze speciali al ritorno in famiglia

Nato a Hull nel 1969, Karl Bushby ha affrontato un’infanzia complessa, segnata da una dislessia diagnosticata tardivamente a 13 anni. All’età di 16 anni ha scelto la carriera militare, prestando servizio per 11 anni nel reggimento paracadutisti dell’esercito britannico prima di concepire il piano della sua traversata globale.

Il padre Keith ha ricordato l’episodio in cui, a soli dieci anni, Karl fece perdere le proprie tracce allontanandosi lungo una spiaggia della Nuova Zelanda, commentando con ironia come in gioventù il figlio non mostrasse affatto una predilezione per il nuoto o le lunghe camminate.

Ad attendere Bushby sul litorale di Dover c’era anche il celebre regista Werner Herzog, impegnato nella realizzazione di un’opera documentaria incentrata sull’intera vicenda. Gli ultimi chilometri di marcia verso la contea dello Yorkshire sono stati condivisi con l’esploratrice Angela Maxwell, incontrata anni prima nel deserto del Gobi e già sua compagna di rotta attraverso la Mongolia, la Francia e durante la traversata a nuoto del Mar Caspio.

L’itinerario cerimoniale prevede il passaggio sull’imponente Humber Bridge a fianco del padre e del fratello, a ventotto anni esatti dal via. L’accoglienza formale è fissata in Queen Victoria Square, con il saluto pubblico della sindaca Maria Coward.

Nel focolare domestico lo aspetta la madre, Angela, che non lo riabbraccia dal 2015. La donna ha custodito con cura ogni pacchetto natalizio acquistato per il figlio durante la sua assenza e si prepara a presentargli la nipotina, nata mentre l’esploratore si trovava dall’altra parte del globo.

💡 L’impresa dimostra come la resistenza fisica e il rispetto rigoroso delle regole autoimposte possano superare barriere burocratiche e logistiche apparentemente insormontabili.

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Mi chiamo Giovanni Sarti e sono un autore italiano appassionato di spettacolo, televisione e cultura pop. Dopo aver studiato Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna, ho iniziato il mio percorso professionale in una piccola redazione locale dell’Emilia-Romagna, dove mi sono occupato di cronaca leggera, eventi, TV e notizie dal mondo dello spettacolo.

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