Lindsay Clancy non testimonierà nella causa civile intentata dall’ex marito Patrick contro gli specialisti sanitari che la seguivano. La netta smentita arriva direttamente dal suo avvocato difensore, Kevin Reddington, dopo che l’accusa civile aveva annunciato davanti a un giudice del Massachusetts la presunta disponibilità della donna a deporre non appena concluso il procedimento penale a suo carico.
Il legale di Patrick Clancy, Howard Cooper, aveva dichiarato in aula che Lindsay avrebbe testimoniato di aver riferito esplicitamente ai medici curanti di avere impulsi omicidi verso i propri figli. La replica della difesa penale non ha lasciato spazio ad ambiguità, definendo quelle affermazioni totalmente prive di fondamento processuale e personale.
La scontro tra le difese: chi parla per Lindsay Clancy
La controversia ha avuto origine durante un’udienza preliminare trasmessa in diretta da Court TV. Howard Cooper, rappresentante legale di Patrick Clancy, stava illustrando al giudice la necessità di proseguire la causa per omicidio colposo legata alla morte dei tre bambini — Cora di 5 anni, Dawson di 3 anni e Callan di 8 mesi — avvenuta il 24 gennaio 2023 a Duxbury, prima del tentato suicidio della madre.
Secondo Cooper, una volta superato l’esercizio del Quinto Emendamento nel processo penale, la donna avrebbe confermato la negligenza dei curanti. La risposta di Kevin Reddington è stata immediata attraverso una dichiarazione formale:
«Lindsay Clancy non ha mai detto a nessuno dei suoi operatori sanitari di nutrire pensieri omicidi verso i suoi figli. Non ha mai indicato di voler testimoniare nella causa del signor Clancy, e nessuno che agisca per suo conto ha mai sostenuto che lo farebbe. L’avvocato del signor Clancy non parla per Lindsay Clancy.»
Lindsay Clancy ascolta una testimonianza durante il processo presso la Plymouth Superior Court.
I due procedimenti civili paralleli contro i medici
La vicenda giudiziaria si sviluppa lungo due binari civili distinti ma entrambi rivolti contro uno psichiatra e un infermiere specializzato che avevano in cura Lindsay nei mesi precedenti alla tragedia. I medici citati in giudizio hanno presentato istanza formale per ottenere l’archiviazione di entrambe le controversie.
Da una parte, Patrick Clancy sostiene che la grave negligenza medica abbia impedito di diagnosticare il reale stato psicotico della moglie, consentendo che la situazione precipitasse. Dall’altra parte, la stessa Lindsay ha intentato un’azione legale autonoma per malpractice medica tramite il suo avvocato civile Andrew Meyer, sostenendo che le strutture sanitarie abbiano semplicemente aumentato e variato i farmaci senza comprendere la sua diagnosi reale.
Patrick Clancy depone come testimone alla Plymouth Superior Court.
Terapie farmacologiche e allucinazioni: i dettagli degli atti
Negli atti depositati da Patrick Clancy emergono dettagli clinici significativi sui trattamenti somministrati alla donna prima del tragico evento. Alla paziente erano stati prescritti almeno nove psicofarmaci diversi nell’arco di pochi mesi, combinati e variati frequentemente.
Tra le sostanze documentate figurano fluoxetina, zolpidem tartrato, mirtazapina, clonazepam, quetiapina fumarato, diazepam e lamotrigina. L’atto di citazione riferisce che Lindsay aveva iniziato a sentire una voce maschile sconosciuta e imperiosa, la quale le ripeteva che quella era la sua «ultima occasione» e che doveva portare via i figli con sé.
| Elemento giudiziario | Stato del procedimento |
|---|---|
| Processo penale di primo grado | Concluso senza verdetto unanime (mistrial) |
| Istanza di archiviazione penale | Richiesta per divieto di doppio giudizio (double jeopardy) |
| Causa per morte ingiusta (Patrick Clancy) | Richiesta di archiviazione respinta dai ricorrenti |
| Causa per colpa medica (Lindsay Clancy) | Fase preliminare davanti al collegio arbitrale (tribunal) |
| Custodia cautelare dell’imputata | Attualmente ricoverata presso il Tewksbury Hospital |
La difesa ha sempre ribadito come la donna soffrisse di una violenta psicosi post-partum, condizione clinica che avrebbe del tutto compromesso la sua capacità di intendere e di volere nel momento in cui compì gli atti.
L’avvocato difensore Kevin Reddington e l’imputata Lindsay Clancy davanti al giudice William Sullivan.
Il futuro del procedimento penale e il rischio di un nuovo processo
Sul fronte penale, la vicenda resta a un punto critico. Il primo dibattimento a carico di Lindsay Clancy si è interrotto con un mistrial a causa dell’incapacità della giuria di raggiungere una decisione unanime.
La difesa guidata da Reddington ha presentato dinanzi al giudice William Sullivan una formale mozione di proscioglimento basata sul principio del divieto di doppio giudizio. L’eventuale accoglimento di tale istanza precluderebbe alla procura della contea di Plymouth la possibilità di procedere con una nuova incriminazione.
In caso contrario, l’ufficio del procuratore distrettuale dovrà valutare se richiedere un nuovo processo per omicidio, proporre un accordo di patteggiamento o rinunciare alle accuse, mentre Lindsay Clancy rimane ricoverata sotto custodia presso il Tewksbury Hospital.
📌 Il dibattito sulla gestione medica dei disturbi perinatali gravi e sulla responsabilità professionale dei sanitari resta al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria.
🔍 Segui gli aggiornamenti sul nostro sito per comprendere l’evoluzione delle udienze e delle perizie psichiatriche.
👇 Qual è la tua opinione sulla complessa distinzione tra responsabilità clinica e penale in questo procedimento?



