Lo scalo non chiude del tutto, ma applica un contingentamento mirato: per l’aeroporto di Catania la risposta operativa all’attività vulcanica consiste nella chiusura immediata del solo settore aereo B1 e nel limite di dieci arrivi all’ora fino alle 21. Nessun blocco totale dei terminal, contrariamente ai timori di molti viaggiatori che temevano una paralisi improvvisa dei collegamenti con la Sicilia.
Il provvedimento tecnico è stato confermato dalla Sac, la società di gestione dello scalo etneo, in seguito alle disposizioni del Nucleo di Coordinamento Operativo, l’organismo preposto alla gestione dei flussi e alla sicurezza delle rotte aeree durante le emergenze eruttive dell’Etna.
L’aeroporto di Catania e alle spalle l’Etna
A determinare questo assetto precauzionale è stata una debole emissione di cenere vulcanica ancora in corso, che ha imposto un aggiornamento immediato dei protocolli di sorveglianza dell’area.
Allerta aviazione al livello massimo: cosa cambia tra codice arancione e rosso
Nelle prime ore della giornata il codice di allerta per l’aviazione civile è passato ufficialmente da arancione a rosso. Questo parametro segnala la presenza attiva di particelle vulcaniche in sospensione lungo determinati corridoi di volo.
Un diffuso malinteso porta spesso a credere che il codice rosso comporti in automatico l’azzeramento di tutte le partenze e degli atterraggi sull’intera Sicilia orientale. La realtà operativa segue invece un principio di compartmentalizzazione: si isolano i soli settori dello spazio aereo direttamente esposti alla traiettoria della nube di cenere, preservando le altre rotte di avvicinamento.
La gestione modulare dello spazio aereo consente di tutelare la sicurezza dei velivoli senza interrompere del tutto i collegamenti essenziali per la mobilità dell’isola.
Proprio grazie a questo approccio selettivo, la società di gestione ha confermato che all’interno della struttura aeroportuale non si registrano criticità gravi, mantenendo l’infrastruttura pienamente attiva pur con un ritmo ridotto.
| Parametro operativo | Dettaglio del provvedimento |
|---|---|
| Spazio aereo coinvolto | Chiusura immediata del settore B1 |
| Capacità pista in arrivo | Massimo 10 atterraggi ogni ora |
| Finestra temporale del vincolo | Misure attive fino alle 21.00 |
| Codice allerta aeronautica | Passato da arancione a rosso |
| Stato generale dell’infrastruttura | Nessuna criticità strutturale segnalata |
Come funziona il filtro sui voli durante l’emissione di cenere
La limitazione a dieci atterraggi per ogni fascia oraria serve a garantire distanze di sicurezza maggiori tra gli aeromobili e a permettere eventuali manovre di riallineamento in caso di improvvisi cambi di direzione del vento.
- Rimodulazione degli arrivi: i voli programmati vengono scaglionati dai controllori di volo per non superare il tetto orario stabilito.
- Isolamento della rotta B1: i piloti aggirano l’area interdetta circostante l’Etna seguendo traiettorie alternative concordate con l’ente di navigazione.
- Monitoraggio costante al suolo: il personale tecnico verifica l’eventuale deposito di cenere sulle piste di rullaggio e decollo.
La situazione resta vincolata all’evoluzione dell’attività eruttiva sommitale e ai bollettini emessi dagli organi di controllo durante l’arco della giornata.
💡 Chi ha un volo programmato verso la Sicilia orientale farebbe bene a verificare direttamente con la compagnia aerea lo stato del proprio volo prima di recarsi al terminal.
📌 Hai mai vissuto un ritardo o un cambio di rotta a causa dell’Etna? Racconta la tua esperienza nei commenti.

