L’inchiesta giudiziaria condotta dal tribunale del coroner del Kent ha confermato che la cantante britannica Lauren Bennett, scomparsa il 29 maggio all’età di 36 anni, si è tolta la vita. La voce celebre della hit mondiale Party Rock Anthem degli LMFAO stava affrontando una grave e complessa crisi legata alla propria salute mentale, aggravata da patologie pregresse che negli ultimi mesi ne avevano minato profondamente il benessere.
A distanza di cinque mesi dalla tragedia che ha colpito l’ambiente discografico internazionale, la conclusione del percorso d’indagine in Inghilterra offre risposte definitive su una scomparsa che aveva lasciato sgomenti familiari e appassionati. La dinamica degli eventi, ricostruita attraverso rilievi ufficiali e testimonianze dirette, ha portato alla luce un quadro clinico e personale rimasto a lungo riservato.
La ricostruzione dei fatti e la testimonianza del marito Kenny Wormald
A delineare con precisione quanto accaduto è stato in primo luogo il marito dell’artista, Kenny Wormald, intervenuto con una dichiarazione formale durante l’udienza. L’uomo ha spiegato come all’interno della coppia vi fosse una comunicazione trasparente su qualsiasi argomento, circostanza che tuttavia non ha impedito al dramma di consumarsi in modo improvviso.
Il 29 maggio Lauren Bennett si era allontanata dalla propria abitazione dicendo semplicemente di voler fare una passeggiata. Il mancato rientro dopo diverse ore e l’impossibilità di stabilire un contatto telefonico hanno spinto il marito ad allertare il suocero per avviare subito le ricerche sul territorio.
La localizzazione del telefono cellulare tramite l’applicazione Find My iPhone ha condotto i due uomini fino a un’area rurale isolata, dove è avvenuto il tragico ritrovamento del corpo senza vita della trentaseienne. Le successive perquisizioni domiciliari hanno confermato la premeditazione del gesto, portando alla luce diverse lettere di addio indirizzate ai familiari più stretti.
«La cantante attraversava una fase di notevole sofferenza psicologica che neppure il supporto specialistico costante era riuscito ad attenuare.»
Il quadro clinico: la sindrome dell’X fragile e le terapie
L’udienza ha evidenziato come l’artista convivesse con la sindrome dell’X fragile, una condizione genetica nota per essere frequentemente correlata a stati di ansia persistente, marcata instabilità dell’umore e forme depressive serie. La situazione clinica era precipitata all’inizio dell’anno in seguito a una severa fase di insonnia prolungata, che a gennaio aveva reso necessario un ricovero ospedaliero mirato.
Nel corso delle cure specialistiche, Bennett aveva manifestato reazioni avverse ad alcuni trattamenti farmacologici prescritti, sviluppando il forte timore di non poter più ritrovare un equilibrio psicofisico stabile. Il tribunale ha accertato che questo stato di prostrazione ha pesato in modo determinante sulle sue ultime settimane di vita.
Falsi miti e segnali invisibili nel disagio psicologico
Spesso si ritiene erroneamente che una persona vicina al suicidio manifesti sempre segnali espliciti, minacce verbali o un isolamento totale e percepibile. La vicenda di Lauren Bennett smentisce questo pregiudizio: nonostante il dialogo continuo con i propri cari, l’intenzione finale è rimasta celata fino all’ultimo momento dietro una consuetudine apparentemente innocua come un’uscita a piedi.
| Aspetto dell’inchiesta | Esito accertato dal tribunale |
|---|---|
| Causa del decesso | Suicidio premeditato con lettere di addio ai familiari |
| Condizioni mediche pregresse | Sindrome dell’X fragile, insonnia cronica e depressione |
| Luogo del ritrovamento | Area rurale nel Kent, localizzata tramite smartphone |
| Ultimo ricovero documentato | Gennaio, per trattamento sanitario e gestione dei farmaci |
Dagli esordi a X Factor fino al successo con LMFAO e G.R.L.
Il percorso artistico di Lauren Bennett era iniziato fin dalla primissima adolescenza con la partecipazione a X Factor nel Regno Unito, preludio all’ingresso nel gruppo femminile internazionale Paradiso Girls, creato nel 2007 dalla coreografa Robin Antin.
La definitiva consacrazione planetaria giunse nel 2011 prestando la voce al ritornello travolgente di Party Rock Anthem insieme agli LMFAO, brano rimasto al vertice delle classifiche mondiali per mesi. Successivamente la cantante era entrata nella formazione delle G.R.L., firmando singoli di successo come Vacation e Ugly Heart.
Dopo lo scioglimento della band nel 2015, l’artista aveva scelto la via solista, traducendo in musica anche le proprie battaglie personali: nel brano intitolato Hurricane aveva infatti raccontato a viso aperto le difficoltà legate alla salute mentale e i momenti di buio affrontati nel corso degli anni.
📌 Il caso riaccende l’attenzione sull’importanza di monitorare con cautela le reazioni alle terapie farmacologiche in presenza di quadri genetici complessi.
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