Il servizio di Laura Procacci nell’elicottero caduto in Bosnia: il ruolo della giovane infermiera nella missione Eufor

Il servizio di Laura Procacci nell’elicottero caduto in Bosnia: il ruolo della giovane infermiera nella missione Eufor

L’infermiera ventiquattrenne Laura Procacci ha perso la vita giovedì 29 ottobre nello schianto di un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito Italiano, precipitato nei pressi di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, durante un’esercitazione di volo programmata per la missione multinazionale Eufor Althea. Il sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana si trovava a bordo del velivolo insieme ad altri quattordici militari per svolgere le proprie mansioni operative e sanitarie all’interno del contingente.

Il velivolo da trasporto pesante è caduto durante una fase addestrativa ordinaria, provocando quattro decessi immediati e il ferimento di undici persone. L’incidente ha scosso profondamente le Forze Armate italiane e la comunità di Andria, cittadina d’origine della giovane sottufficiale, accendendo i riflettori sui rischi e sulle dinamiche dei voli tattici in scenari internazionali.

Chi era Laura Procacci: dal volontariato locale al servizio all’estero

Cresciuta a Montegrosso, una frazione rurale del comune di Andria, Laura Procacci aveva orientato sin dai primi anni della maggiore età il proprio percorso verso l’assistenza sanitaria e il supporto al prossimo. Tra il 2019 e il 2022 ha operato sul territorio pugliese come volontaria nella Misericordia di Canosa, un impegno sul campo che la città di Andria aveva formalmente riconosciuto conferendole il premio Ebe.

Parallelamente agli studi universitari intrapresi a Roma presso la facoltà di Medicina, la ventiquattrenne aveva scelto di arruolarsi, superando la selezione per l’accesso ai ranghi del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

Il giuramento e il primato nella sua città

Il 28 marzo precedente alla tragedia segnava il momento decisivo del suo percorso istituzionale con il solenne giuramento di fedeltà. Quell’atto formale stabiliva un primato civico per la città di Andria, non essendoci state prima di allora altre donne del territorio arruolate con il grado di sottufficiale nel Corpo Militare della Croce Rossa. La missione sul territorio bosniaco rappresentava il suo primo dispiegamento all’estero in un teatro operativo, arrivato a soli sette mesi dall’ingresso effettivo in servizio.

Nei contesti addestrativi delle missioni multinazionali, il personale sanitario opera a strettissimo contatto con gli equipaggi di volo per garantire interventi di soccorso immediato anche nelle condizioni più complesse.

La dinamica dell’incidente a Brčko e il quadro delle vittime

Il sinistro aereo ha coinvolto complessivamente quindici componenti della missione internazionale. A differenza delle iniziali ricostruzioni non verificate che ipotizzavano un esito ancor più critico per i superstiti, il bilancio medico ha confermato il decesso di quattro militari e il ferimento non critico di altri undici, nessuno dei quali risulterebbe in pericolo di vita.

Nello schianto del CH-47 Chinook hanno perso la vita quattro membri del contingente italiano:

  • Laura Procacci, sergente infermiera del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
  • Franco Adriano Zecchillo, tenente medico della Croce Rossa Italiana.
  • Simone Ruggia, sergente pilota dell’Esercito Italiano appartenente al Comando Aviazione dell’Esercito (AVES) di Viterbo.
  • Claudio Marchesi, sergente specialista dell’Aviazione dell’Esercito con base a Viterbo.

Sulle cause tecniche dell’impatto e sulle condizioni operative del volo sono state aperte due indagini parallele da parte del Ministero della Difesa e del comando generale dell’operazione europea Eufor Althea.

Riepilogo dei dati accertati sull’incidente aereo

La tabella seguente sintetizza le informazioni ufficiali confermate in merito all’evento e ai soggetti operativi coinvolti:

Parametro Dettaglio accertato
Velivolo coinvolto CH-47 Chinook (Esercito Italiano)
Luogo del sinistro Area nei pressi di Brčko (Bosnia-Erzegovina)
Quadro operativo Esercitazione della missione Eufor Althea
Persone a bordo 15 militari (4 vittime, 11 feriti)
Autorità inquirenti Ministero della Difesa e Comando Eufor Althea

Le reazioni istituzionali e il cordoglio in Puglia

La scomparsa di Laura Procacci e degli altri componenti della missione ha generato prese di posizione formali da parte delle istituzioni regionali e locali. Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e l’assessore regionale Raffaele Piemontese hanno espresso la propria vicinanza ai familiari dei militari coinvolti, rimarcando il sacrificio di una giovane donna caduta durante l’assolvimento dei propri doveri.

Anche la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha espresso il lutto dell’intera comunità cittadina per la perdita di una concittadina che si era distinta per dedizione al servizio sanitario e alla cooperazione internazionale.

📌 L’attività dei contingenti italiani nelle missioni estere rimane vincolata a rigorosi protocolli di sicurezza e formazione continua.

🔍 Gli esiti delle perizie tecniche avviate dalla Difesa chiariranno le cause esatte del guasto o dell’evento imprevisto che ha determinato la caduta del velivolo.

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Mi chiamo Giovanni Sarti e sono un autore italiano appassionato di spettacolo, televisione e cultura pop. Dopo aver studiato Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna, ho iniziato il mio percorso professionale in una piccola redazione locale dell’Emilia-Romagna, dove mi sono occupato di cronaca leggera, eventi, TV e notizie dal mondo dello spettacolo.

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